Guadagnare con un libro, realtà o fantascienza? I soldi effettivi con o senza editori

Si guadagna con un libro? Editori e scrittori sono due facce della stessa medaglia che combattono (spesso anche tra loro) per ottenere lo stesso risultato: il guadagno. Ma quanto oggi davvero si guadagna scrivendo un libro?

Scrivere un libro, pubblicarlo e ottenere dei guadagni è il sogno di molti, anche perché quando si associa il diletto all’utilità, il gioco è fatto: risolviamo tutti i nostri problemi. Tuttavia, la realtà è ben altra cosa, soprattutto se ci concentriamo sulla situazione di casa nostra, ossia sull’editoria italiana.

Quale selva più oscura e intricata esiste più dell’editoria italiana? Si sente un certo lamento da parte di molti scrittori emergenti e poco famosi su come è strutturata e gestita questo grande assembramento di macchine macina libri che ogni anno mette sul mercato migliaia di opere librarie.

Solo nel 2022 secondo i dati Istat in Italia sono stati pubblicati complessivamente 102.987 titoli, considerando sia le opere a stampa sia quelle in formato e-book e auto-pubblicate. Questo equivale a una media di 282 titoli pubblicati ogni giorno dell’anno, ovvero circa 12 titoli ogni ora.

Mercato saturo?

Se dovessimo ragionare in maniera meccanica, a conti fatti, nel mondo e in italia in questo preciso momento esistono già milioni e milioni di libri che aspettano solo di essere letti: classici, per l’infanzia, gialli, noir, tutti i generi possibili e immaginabili. Nuovi e vecchi, di seconda mano, riciclati, dimenticati, impolverati. Milioni e milioni di parole impresse sulla carta sono lì ferme, nel buio di volumi chiusi. Che motivo abbiamo di produrne dei nuovi? Per non parlare del fatto che molti di essi sono sugli scaffali delle biblioteche, pronti per essere presi in prestito, quindi da leggere gratuitamente.

Il motivo è semplice: la mente umana non si ferma, la creatività galoppa, è una sorgente che non si esaurisce mai e che crea, dà forma a pensieri, racconti, immagini. E’ lo stesso concetto per la musica: si continuano a comporre melodie nuove, nonostante siamo innamorati delle canzoni esistenti. Questo è l’aspetto naturale che non si può ignorare. Soprattutto ai tempi nostri in cui l’alfabetizzazione è di tutti, è un dato di fatto. Poi subentra un altro motivo, direi grottesco: il business.

guadagnare con un libro con o senza editori
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Gli eroi del mondo letterario contemporaneo

Molte persone scrivono libri perchè sperano di farne una fonte di guadagno. E perchè no? Verrebbe da chiedere. Il denaro è la catena che blocca in una morsa invisibile le nostre vite ed è più bello fare soldi fantasticando su un foglio o uno schermo bianco piuttosto che spaccandosi la schiena.

Si può dunque guadagnare scrivendo un libro? E se si, quanto? In questo oceano di scrittori o aspiranti tali, solo pochi emergono realmente e davvero, alcune volte, i motivi sono del tutto incomprensibili (se pensiamo per esempio ad alcuni degli ultimi “successi”-No comment).

Ad ogni modo se pensiamo ai grandi della scrittura dei nostri tempi la risposta è immediata: si, con un libro si può guadagnare tantissimo! Il primo pensiero va alla Cenerentola del settore, che ha fatto sognare gli scrittori più ambiziosi, J. K. Rowling che da semplice commessa è arrivata ad avere un patrimonio di 54 milioni di dollari. E scrivendo poi “solo” di un maghetto con gli occhiali! C’è poi il re dell’horror Stephen King con 27 milioni, Jeff Kinney (l’autore di Diario di una schiappa), con 18,5 milioni, Danielle Steel con 12 milioni ecc ecc. E’ interessante scoprire che sul podio, la maggioranza scrive libri per bambini. Un dettaglio che viene ripreso più avanti.

In Italia possiamo tranquillamente citare Roberto Saviano, Chiara Gamberale, Elena Ferrante, Fabio Volo..e alcuni altri. Qui la faccenda si fa interessante perchè molti sono famosi anche nell’ambito dello showbusiness o hanno legami con il mondo letterario. Ma sorvoliamo e cerchiamo di partire da dove tutto ha inizio, per l’appunto le case editrici.

L’editoria italiana, panoramica completa

Nel 2022, leditoria libraria italiana ha registrato una crescita significativa, sia in termini di opere pubblicate che di copie stampate e distribuite. Con 86.174 opere librarie pubblicate e una tiratura complessiva di oltre 198 milioni di copie, il settore non solo ha mantenuto il ritmo pre-pandemico, ma lo ha superato. Questo rappresenta un incremento del 7,5% rispetto al 2019 per quanto riguarda le opere pubblicate e del 5,1% in termini di copie stampate.

Dimensioni e concentrazione degli editori

Il panorama editoriale italiano è caratterizzato da una forte polarizzazione. Nel 2022, i micro-editori (51,7%) e i piccoli editori (39,4%) costituivano la maggior parte del settore, mentre i medi editori rappresentavano il 6,5% e i grandi editori solo il 2,4%. Nonostante i grandi editori siano pochi, essi sono responsabili di oltre un terzo delle opere pubblicate (35,1%) e di tre quarti delle copie stampate (75,8%).

A livello territoriale, l’editoria italiana è concentrata principalmente nelle province di Roma, Milano e Torino, dove opera più di un terzo degli editori attivi (36,4%). Milano, in particolare, ospita il 14% degli editori, che producono il 41,8% delle opere e il 56,6% delle copie totali.

Trend di pubblicazione

Il 2022 ha visto un incremento della produzione editoriale dell’1,3% rispetto al 2021. Le ristampe hanno avuto un boom (+10,5%), così come le opere per bambini e ragazzi (+19,7%). Al contrario, le edizioni successive sono diminuite del 14,3%. Anche la tiratura ha visto una leggera crescita dell’1,7%, con un aumento delle ristampe (+7,8%) e delle opere per bambini e ragazzi (+14,6%).

Invenduto e capacità di gestione

Il fenomeno dell’invenduto, sebbene ancora significativo, ha mostrato segnali di ridimensionamento. Il 20,8% degli editori ha dichiarato giacenze e resi per oltre la metà dei titoli pubblicati, in calo rispetto al 21,4% del 2021. Questo dato varia a seconda della dimensione dell’editore, con i micro e piccoli editori che affrontano maggiori difficoltà rispetto ai medi e grandi editori.

Tipologie di opere pubblicate

La categoria “varia” domina l’offerta editoriale (77,5%), seguita dai libri per bambini e ragazzi (12,5%) e dalle opere scolastiche (10,0%). In termini di tiratura, i libri per bambini e ragazzi rappresentano il 22,1% del totale, seguiti dalle opere scolastiche (23,9%) e dalla varia (53,9%).

Pubblicazione digitale

Circa un quinto degli editori italiani produce contenuti editoriali in formato digitale, una pratica più comune tra i grandi editori. Tuttavia, la pubblicazione esclusivamente in formato e-book ha subito un calo dell’8,1% rispetto al 2021, dopo un forte incremento rispetto al periodo pre-pandemico.

Innovazioni e audiolibri

Le nuove forme di fruizione digitale, come podcast e audiolibri, stanno guadagnando terreno. Il 26,6% degli editori che producono contenuti digitali si occupa di podcast, mentre il 20,3% collabora con piattaforme di audiolibri. Il 45% delle opere stampate nel 2022 è disponibile anche in formato e-book, e il 5,7% in audiolibro.

Costi di roduzione e distribuzione

Il rialzo dei costi energetici ha influenzato i costi di tipografia, stampa e confezionamento, che nel 2022 sono aumentati mediamente di 6,8 punti percentuali rispetto al 2020. Questo incremento è stato più elevato per i grandi editori (+9,7 punti percentuali). Anche le spese di distribuzione e promozione sono aumentate, incidendo maggiormente sui piccoli editori.

Processi editoriali e scouting

La maggioranza degli editori italiani (61,6%) segue tutte le fasi del processo editoriale, dalle valutazioni dei manoscritti alla promozione, con differenze nella pratica dell’esternalizzazione tra grandi e piccoli editori. Un editore su due offre la possibilità di inviare manoscritti tramite il proprio sito web, una pratica più diffusa tra i micro editori.

Supporto pubblico e finanziamenti

Tre editori su quattro non hanno ricevuto alcun sostegno pubblico nel 2022. Tra coloro che hanno beneficiato di finanziamenti, la maggior parte ha ricevuto contributi per la piccola editoria o per la traduzione. Solo il 18,6% degli editori ha favorito l’accesso degli autori a sponsorizzazioni pubbliche.

Canali di vendita

Le librerie indipendenti e gli store online sono i principali canali di vendita per gli editori italiani. La vendita diretta è predominante tra i micro editori, mentre i grandi editori preferiscono le grandi librerie di catena. La partecipazione a eventi e fiere del libro rimane importante per circa un quinto degli editori.

Fatturato e cause di diminuzione

Il fatturato degli editori ha mostrato una lieve diminuzione nel 2022, con il 46,1% degli editori che ha dichiarato un calo rispetto all’anno precedente. Le cause principali di questa riduzione includono il calo delle vendite (28,1%) e i costi di stampa aumentati (22,9%).

Self-Publishing

L’auto-pubblicazione rappresenta una parte significativa del mercato editoriale italiano. Nel 2022, 13.832 titoli sono stati auto-pubblicati tramite piattaforme di servizi per il self-publishing, e altri 670 titoli sono stati auto-pubblicati senza ricorrere a tali servizi. Complessivamente, i titoli auto-pubblicati rappresentano il 14,1% della produzione editoriale totale.

Royalties e servizi richiesti dai Self-Publisher

Gli autori che auto-pubblicano i propri libri ricevono una royalty media del 25,9% del prezzo di copertina per i libri cartacei, una percentuale significativamente più alta rispetto a quella offerta dagli editori tradizionali. Tra i servizi più richiesti dai self-publisher vi sono la grafica, l’impaginazione, la correzione di bozze e l’editing, nonché la promozione online e la creazione di materiali di presentazione.

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Quanto realmente si guadagna pubblicando un libro?

Il mercato editoriale italiano offre un quadro affascinante ma complesso, in cui la maggior parte dei libri venduti ogni anno raggiunge una media di meno di 100 copie. Questa realtà suggerisce che molti autori non riescono a entrare nella classifica degli scrittori più venduti.

Considerando che alcuni bestseller superano le 100.000 copie vendute, è evidente che molti libri non riescono a vendere nemmeno una copia. In questi casi, i guadagni degli autori sono nulli. Tuttavia, ipotizzando che il libro venda la media di 100 copie, le prospettive finanziarie rimangono modeste.

Con un editore tradizionale, gli autori ricevono una percentuale di diritti d’autore che varia dal 6% all’8% sul prezzo di copertina, ad esempio, di 20 euro. Questo si traduce in un guadagno di 1,2€ a copia. Per un libro dal prezzo di 10 euro, il guadagno è di 0,6€ a copia. Moltiplicando queste cifre per 100 copie, l’autore può aspettarsi di guadagnare tra 60€ e 120€.

Questo guadagno medio riflette mesi di lavoro, sacrifici e notti insonni, spesso non proporzionati al ritorno economico. Inoltre, gli editori tradizionali pagano gli autori con notevoli ritardi, spesso anni dopo la pubblicazione.

Gli editori a pagamento

Un’altra opzione che alcuni autori considerano è rivolgersi a editori a pagamento, che richiedono di acquistare grandi quantità di copie del proprio libro, con costi che possono arrivare a 10-15.000€. In questi casi, gli autori possono trovarsi pesantemente in perdita senza garanzie di vendite significative, poiché la maggior parte di questi editori non riesce a distribuire efficacemente i libri nelle librerie.

Torniamo al self-publishing

Di fronte a queste difficoltà, il self-publishing rappresenta una via alternativa. Attraverso piattaforme come Amazon, gli autori possono pubblicare autonomamente i propri libri e ricevere fino al 70% dei diritti d’autore. Questo è significativamente superiore rispetto al 6-8% offerto dagli editori tradizionali, e Amazon effettua pagamenti mensili anziché annuali.

Tuttavia, il self-publishing ha i suoi limiti. Senza una strategia di marketing efficace, un libro autopubblicato rischia di rimanere invisibile tra i milioni di titoli disponibili. Gli autori devono investire in pubblicità, strumenti di marketing e formazione per ottenere visibilità e vendite.

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Una soluzione interessante per gli autori che non vedono profitti significativi dai diritti d’autore è offrire il proprio libro gratuitamente. Sebbene questa scelta sembri controintuitiva, può aumentare enormemente la diffusione del libro. Le statistiche mostrano che offrire un libro gratis può moltiplicare il numero di lettori di 10-50 volte rispetto alla vendita a prezzo pieno. Un libro gratuito può raggiungere decine di migliaia di persone, aumentando la notorietà dell’autore e generando opportunità per vendere prodotti correlati, servizi, corsi e consulenze.

Bisogna tornare alle origini: scrivere per l’amore della scrittura e farsi leggere gratuitamente, accogliendo l’entusiasmo e l’apprezzamento dei lettori. Come si può essere ripagati meglio di così? Se il libro vale il guadagno arriverà, ma nel modo giusto e in quantità maggiore.

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