Scrittura e intelligenza artificiale: i 3 pericoli da non sottovalutare

Ormai la scrittura e l’intelligenza artificiale camminano a braccetto. Ma questo connubio quanto è pericoloso per le persone che con la scrittura di fatto ci lavorano? Come per esempio copywriter, scrittori, correttore di bozze e chi più ne ha più ne metta?

Ci giungono notizie di premi letterari consegnati a scrittori emergenti che hanno dichiaratamente scritto il proprio romanzo con l’intelligenza artificiale oppure di persone che non hanno mai scritto due righi nella propria vita e oggi si sono improvvisati venditori di libri. I loro. Tanto a scrivere ci ha pensato l’intelligenza artificiale.

Non si tratta solo di lavoro

Quello che sta accadendo assume a questo punto due grandi punti di vista: c’è chi vede l’intelligenza artificiale in questo specifico settore, come una manna dal cielo, per svariati motivi, e chi invece la considera come una vera e propria sciagura. Perché se a scrivere ci pensa l’intelligenza artificiale, “cosa farò io?” Si domanda colui che finora ha basato la propria professione sulla scrittura.

Una scrittura caduta nella rete (digitale) ben tre volte. La prima alla fine degli anni Novanta, con l’avvento di internet, che ha attirato a sè milioni di persone a scrivere milioni di pagine (web) per colmare il vuoto di una struttura ipertestuale immensa e virtuale. Poi con Google che ci ha imposto il linguaggio SEO, così freddo, ispido e meccanico da far rabbrividire ogni poeta. E oggi intrappolata, presa, acciuffata da un mostro ancora più grande: per l’appunto la cosiddetta intelligenza artificiale.

Per noi comuni mortali, romantici e fiduciosi del fatto che il mondo non sia fatto solo di numeri e oggetti, ma anche di parole fluttuanti che svolazzano come farfalle colorate creatrici di emozioni e sensazioni, ci siamo sentiti derubati di una cosa molto più preziosa di un mero lavoro, tra l’altro mal pagato. Anzi pagato malissimo!

E’ come se l’intelligenza artificiale prendendo il nostro posto nel mettere una parola dietro l’altra ci avesse rubato l’anima. Perché per uno scrittore di anima si tratta. Se non è anima è energia, è luce, è linfa vitale. Come la si vuol chiamare, la scrittura, se creativa è tutto quello che un uomo ha per sentirsi al di sopra di un comodino, di una poltrona, e fino a qualche tempo fa, anche di un computer.

Oggi è il computer che si sente al di sopra di noi perché oggi può fare quello che noi abbiamo fatto fino a ieri: riempire quelle pagine web di una struttura ipertestuale immensa, creare storie fantastiche, raccontarci qualcosa. Ci ha traditi. Del resto, non glielo abbiamo insegnato noi? E adesso cosa ci rimane? Qualcuno se lo sta chiedendo a bassa voce, al di sotto del coro stridulo e altisonante dei titoloni: come scrivere testi con l’intelligenza artificiale, potenziare la scrittura creativa con l’intelligenza artificiale, Come funziona l’intelligenza artificiale per scrittura testi ecc ecc. Ma ne avevamo davvero bisogno?

Scrittura e intelligenza artificiale
Scrittura e intelligenza artificiale – www.fuorionline.com

L’intelligenza artificiale ha fatto licenziare tanti professionisti della scrittura

Sicuramente qualcosa di buono l’avrà portato questa intelligenza artificiale nel mondo della scrittura: ha eliminato il blocco dello scrittore. Ma si teme che eliminerà presto anche le professioni che ruotano attorno a questa pratica arcaica e sacra. E qui arriviamo al nocciolo della questione e si ripete la domanda: quanto è pericolosa l’intelligenza artificiale per la scrittura? Tanto.

Non è un mistero che con l’arrivo di piattaforme come Chat GBT ci siano stati licenziamenti di massa da parte di aziende che per risparmiare si sono affidati all’intelligenza artificiale per scrivere contenuti per il web, libri, articoli di giornali e sicuramente questa tendenza non potrà che crescere. Una circostanza che viene paragonata a quando nel mondo dell’agricoltura subentrarono le macchine agricole, lasciando molti lavoratori senza un impiego. Qui però si tratta di un’attività intellettuale, non di un lavoro fisico. E la differenza è abissale.

La scrittura è la trasposizione in una forma “magica” dei pensieri dell’essere umano, che vanno a colpire, ammaliare, amare, odiare, modificare, aggiustare, addolcire, accarezzare…e potrei andare così all’infinito, chi la legge.. La scrittura cambia il mondo. Lo ha sempre fatto fin dai primi poeti, come i trovatori della Francia provenzale, Dante Alighieri, Petrarca, per citare i classici della cultura italiana, o William Shakespeare, o Oscar Wilde e tanti altri. La scrittura forma dei concetti, idee, realizza cose, perché al suo interno c’è la volontà dello scrittore di arrivare a qualcosa. La scrittura è azione.

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I tre pericoli principali

Quindi quali sono i pericoli da non sottovalutare dell’Intelligenza artificiale nell’ambito della scrittura? Ce ne sono tanti ma almeno tre sono:

  • La macchina genererà testi freddi e riciclati, tendenzialmente tutti uguali.
  • La macchina renderà la mente umana abulica e vedendola con occhio volutamente estremista la porterà ad una regressione senza precedenti
  • La macchina fa errori e nascondendosi dietro l’etichetta “intelligenza” farà cadere in tranello milioni di persone.

C’è da dire altro?

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