Mezzo secolo di musica, tradizione e nuove generazioni: la Banda Musicale di Donnas celebra i suoi 50 anni con un anno di eventi tra memoria, innovazione e comunità.
Passato e futuro, memoria e innovazione, comunità e identità si uniscono a Donnas, piccolo centro della bassa Valle d’Aosta. Questa unione ha il suono degli ottoni, il ritmo delle percussioni e il respiro collettivo di una tradizione che da mezzo secolo accompagna la vita del paese. Quest’anno la Banda Musicale di Donnas celebra i suoi 50 anni dalla ricostituzione: un anniversario che non è solo celebrazione, ma occasione per guardare avanti, rafforzare legami e rilanciare il ruolo della musica nel tessuto sociale.
Una storia che attraversa le generazioni
La storia della banda affonda le sue radici ben oltre il 1976, anno simbolo dell’ultima ricostituzione grazie alla Proloco e all’allora presidente Giorgio Chenuil. Come ha ricordato la presidente Alessia Binel, le prime testimonianze risalgono addirittura alla metà dell’Ottocento, con una presenza stabile già intorno al 1890. Una storia fatta di pause e ripartenze, di momenti difficili e rinascite, che rendono ogni traguardo ancora più significativo.
“Una banda musicale non è fatta solo di strumenti e spartiti”, ha ricordato Binel. “È fatta di tempo donato e di passione condivisa. Questi 50 anni raccontano la storia di una comunità che ha scelto di ritrovarsi attorno alla musica”.
Il cinquantesimo anniversario non rappresenta quindi solo un numero tondo, ma il segno concreto di una continuità costruita nel tempo grazie all’impegno di intere generazioni. Oggi la banda conta 66 elementi, molti dei quali giovani, con un direttivo in gran parte under 30: un dato che racconta chiaramente la vitalità di questa realtà.
La banda di Donnas è infatti molto più di un gruppo musicale. È una comunità dentro la comunità, un luogo dove si cresce insieme, si condividono esperienze e si tramanda una passione che spesso diventa tradizione familiare. Emblematico è il caso di Roberto Affanni, storico suonatore di bombardino per 49 anni, che ha coinvolto nella banda figli, nipoti e altri membri della famiglia. Una storia che si ripete in molte altre famiglie del paese, creando un intreccio unico tra musica e vita quotidiana.
“Da 50 anni in una marcia musicale”: una mostra tra memoria e innovazione
Le celebrazioni si sono aperte ufficialmente il primo aprile con l’inaugurazione della mostra interattiva “Da 50 anni in marcia”, ospitata presso la biblioteca comunale e visitabile fino al 15 aprile. Non una semplice esposizione, ma un’esperienza immersiva pensata per coinvolgere il pubblico a più livelli.
Strumenti musicali, fotografie storiche e supporti digitali si intrecciano in un percorso che stimola vista, tatto e udito. Accanto a ogni strumento, tablet interattivi permettono ai visitatori di ascoltare i suoni, scoprire curiosità e leggere testimonianze dirette dei protagonisti. Un modo innovativo per raccontare la storia della banda, rendendola accessibile e coinvolgente anche per le nuove generazioni. La mostra ha incarnato perfettamente lo spirito che guida questo anniversario: un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra memoria e futuro.
Sinergia e collaborazione: le parole chiave del 2026
“Sinergia” e “collaborazione” sono i concetti cardine attorno ai quali è stato costruito l’intero anno celebrativo. L’obiettivo dichiarato non è solo quello di festeggiare, ma di crescere, sia dal punto di vista musicale sia da quello sociale.
Da un lato, la banda ha avviato percorsi di perfezionamento per i propri musici, puntando a migliorare la qualità artistica e ad affrontare nuove sfide. Dall’altro, ha rafforzato la rete con associazioni e realtà locali, nella convinzione che fare squadra sia fondamentale per lo sviluppo del territorio.
Un concetto sottolineato anche dal consigliere regionale Laurent Viérin, che ha evidenziato come le bande musicali rappresentino un patrimonio culturale di grande valore, capace di contribuire in modo significativo alla crescita dei giovani e alla coesione sociale: “Sostenere la banda di Donnas significa investire nel territorio. Le bande rappresentano una parte fondamentale della nostra identità culturale e musicale. Sono una realtà che ci viene invidiata anche fuori dai confini regionali e che contribuisce in modo decisivo alla crescita dei giovani.”

Il calendario degli eventi: un anno di musica e comunità
Il programma dei festeggiamenti si estende per tutto il 2026, con un calendario ricco e variegato che unisce tradizione, innovazione e partecipazione.
Si parte il 26 aprile con la partecipazione a “Lou courtì e lou poulayé”, evento durante il quale la banda collaborerà con l’AFI proponendo laboratori musico-naturalistici dedicati ai più piccoli. Un’occasione per avvicinare i bambini alla musica in modo creativo e coinvolgente.
Il 24 maggio segna una tappa importante con la partecipazione al Concorso Interbandistico di Bannio, una prima assoluta per i musici di Donnas. Un banco di prova significativo, che permetterà di mettere in pratica il lavoro svolto durante i percorsi di perfezionamento.
Grande attenzione è riservata ai giovani, protagonisti il 30 maggio con i saggi itineranti della scuola di musica. L’iniziativa coinvolgerà diverse realtà locali, tra cui AFI, AVIS e Oratorio, rafforzando il legame tra la banda e il territorio.
Il mese di giugno vedrà la partecipazione al raduno delle bande musicali a Fénis e la celebrazione del ventesimo anniversario di “Tutti in campo”, con la minibanda protagonista. Un momento importante per valorizzare i più piccoli e garantire il ricambio generazionale.
Uno degli appuntamenti più attesi è senza dubbio quello del 3 luglio, quando la banda aprirà la stagione estiva dei concerti al Forte di Bard insieme al trombettista di fama internazionale Ruben Simeo. Un evento che promette di attirare pubblico anche da fuori regione, confermando il ruolo della banda come ambasciatrice culturale del territorio.
Sempre a luglio, la musica salirà in quota grazie alla collaborazione con l’associazione ExEat presso il rifugio Bonze, in un connubio suggestivo tra natura e note.
Il calendario proseguirà nei mesi successivi con numerose iniziative condivise con il Comune, la Proloco e il coro Vivavoce, fino ad arrivare al gran finale di dicembre con il tradizionale concerto di Santa Cecilia. Un appuntamento simbolico che vedrà la partecipazione anche degli ex musici, a testimonianza di un legame che va oltre il tempo.
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Una banda, una comunità
La Banda Musicale di Donnas rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare motore di coesione sociale e sviluppo territoriale. In un’epoca in cui molte realtà locali faticano a coinvolgere le nuove generazioni, la banda riesce invece a rinnovarsi continuamente, mantenendo vive le proprie radici.
Il segreto sta proprio nella capacità di coniugare tradizione e innovazione, di aprirsi al territorio e di costruire relazioni solide con le altre associazioni. Un modello virtuoso che dimostra come la musica possa essere uno strumento potente per creare comunità.
Guardare avanti, insieme
Il cinquantesimo anniversario non rappresenta un punto di arrivo, ma una nuova partenza. L’obiettivo è continuare a crescere, rafforzare le collaborazioni e coinvolgere sempre più persone, dentro e fuori Donnas.
In questo percorso, la banda si conferma come uno dei pilastri della vita sociale del paese, in grado di unire generazioni diverse attorno a una passione comune. Una realtà che guarda al futuro con entusiasmo, senza dimenticare il proprio passato. Perché a Donnas, da cinquant’anni, la banda non è solo musica. È identità, appartenenza, comunità.
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