Federico Buffa racconta Michael Jordan--Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa Forte di Bard-fuorionline
Un viaggio tra sport, storia e leggenda con Federico Buffa e il Maestro Alessandro Nidi, per rivivere la carriera e la vita del più grande cestista di tutti i tempi.
Venerdì 22 agosto 2025, alle ore 21.00, il Forte di Bard diventerà il palcoscenico di un racconto che unisce sport, emozione e cultura. Federico Buffa, giornalista, telecronista e scrittore, porterà in scena Number 23 – Vita e splendori di Michael Jordan, un affascinante viaggio nella carriera e nella vita di uno dei più grandi campioni della storia dello sport mondiale.
L’evento fa parte della rassegna Estate al Forte di Bard 2025 e vedrà Buffa accompagnato al pianoforte dal Maestro Alessandro Nidi, in un intreccio di parole e musica che ripercorrerà le tappe salienti di una carriera leggendaria. Dall’esordio in NBA nel 1984 al ritiro nel 2003, passando per i sei titoli con i Chicago Bulls, i due ori olimpici e l’incredibile impatto mediatico, il racconto metterà in luce non solo le imprese sportive di Michael Jordan, ma anche il contesto storico e culturale in cui si è mosso, dall’America degli anni Sessanta fino agli inizi del nuovo millennio.
Michael Jordan tra mito, talento e imprenditoria
Number 23 non è solo la storia di un atleta, ma il ritratto di un’icona globale capace di andare oltre il parquet. Buffa accompagnerà il pubblico in un viaggio che toccherà le vittorie indimenticabili, i momenti di difficoltà e persino la parentesi nel baseball, meno fortunata ma significativa per comprendere la complessità del personaggio. Sarà l’occasione per scoprire aneddoti e curiosità, come la scelta del numero 23, legata a un ricordo familiare, e per riflettere sul dominio psicologico e tecnico che Jordan esercitava in campo.

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Non mancherà un accenno al “post” sportivo, con il successo planetario delle calzature a lui ispirate e il suo ruolo di imprenditore di fama internazionale. “Michael Jordan – racconta Buffa – è un’icona del ‘900, ma il fatto che i ragazzi di oggi conoscano il suo nome e le sue imprese rispecchia la sua grandezza e la fama planetaria di un atleta e un uomo straordinario, uno dei più grandi campioni di tutti i tempi. Il fatidico Number 23, scelto perché corrispondeva alla metà di 45 – il numero della maglia del fratello Larry – è ormai il simbolo di una bravura ai limiti dell’umano, di un dominio psichico su tutti i ventotto metri del campo, con una visione registica nel dare respiro e slancio alla squadra rivelatasi vincente. Nell’antichità i Giochi Olimpici erano pensati per ottenere il favore degli dei, adesso gli dei sono quelli che partecipano ai giochi. Lo sport come la danza e altre forme d’arte legate al gesto, è universale e comprensibile a tutti, rappresenta il nuovo esperanto”.
