Acqua e infrastrutture nei campi: ecco come cambiano i finanziamenti per Consorzi e Consorterie valdostane

Più fondi per le opere collettive, procedure snellite per le emergenze e tempi raddoppiati per i cantieri: la Regione rinnova le regole per sostenere lo sviluppo rurale.

Chi vive e lavora tra le montagne della Valle d’Aosta sa bene che la cura del territorio non è mai una questione individuale. Strade poderali, canali d’irrigazione (gli storici “ru”), muretti a secco e sistemi di protezione sono la spina dorsale dell’agricoltura valdostana. Strutture essenziali che, per essere mantenute in efficienza, richiedono lo sforzo collettivo di due istituzioni secolari della regione: i Consorzi di miglioramento fondiario e le Consorterie.

Proprio per dare nuova linfa a queste realtà, la Giunta regionale ha varato un profondo aggiornamento delle regole del gioco. Su proposta dell’Assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali, sono stati infatti approvati i nuovi parametri per accedere ai contributi pubblici destinati ai lavori di manutenzione straordinaria. L’obiettivo? Rendere la macchina burocratica più agile e, soprattutto, immettere più risorse economiche in un settore che fa della gestione del territorio la sua prima bandiera.

Un sostegno che copre quasi tutta la spesa

Il pilastro normativo su cui poggia l’intera operazione rimane la legge regionale numero 17 del 2016, il testo sacro che disciplina gli aiuti per lo sviluppo rurale in Valle d’Aosta. La prima ottima notizia per il comparto riguarda l’intensità del sostegno: l’agevolazione si conferma ai livelli massimi, presentandosi sotto forma di un contributo a fondo perduto che copre ben il 90% dei costi ritenuti idonei.

Ciò significa che a carico dei Consorzi o delle Consorterie resterà soltanto una quota minima del 10%. Inoltre, il nuovo provvedimento introduce una novità molto interessante dal punto di vista finanziario: per coprire questo ultimo “gradino” di spesa non finanziato dalla Regione, i beneficiari potranno attingere a risorse stanziate da altri enti pubblici (come ad esempio i Comuni o i BIM), a patto ovviamente che non si verifichi un fenomeno di sovracompensazione, cioè che il totale degli aiuti non superi il costo effettivo dei lavori.

Tetti di spesa più alti per opere più ambiziose

Il cambiamento più visibile introdotto dai nuovi criteri riguarda la capacità di spesa. Negli ultimi anni i costi delle materie prime e dei cantieri in quota sono lievitati, e i vecchi limiti rischiavano di soffocare i progetti più importanti. Per questa ragione, la Regione ha deciso di alzare sensibilmente i massimali di spesa ammissibili:

Per il singolo beneficiario: il limite massimo per progetto passa da 200.000 a 250.000 euro. A questa cifra vanno poi sommati i costi per l’Iva e le parcelle dei tecnici professionisti.
Per i progetti in sinergia: quando più Consorzi o Consorterie decidono di unire le forze per un’opera comune che serve più territori, il tetto massimo di spesa salta da 400.000 a 500.000 euro (sempre oltre a Iva e spese tecniche).

Si tratta di un incremento netto del 25%, pensato per favorire interventi strutturali di ampio respiro, capaci di risolvere problemi storici di viabilità rurale o di efficientamento idrico.

finanziamenti Valle d'Aosta
finanziamenti Valle d’Aosta – fuorionline

Più tutele per le urgenze e tempi più lunghi per i cantieri

Lavorare in montagna significa anche fare i conti con l’imprevedibilità del meteo e del territorio. Un’alluvione o una frana possono vanificare mesi di pianificazione. Il nuovo regolamento mostra un’apprezzabile flessibilità proprio di fronte alle emergenze. Normalmente, la regola generale prevede che debbano trascorrere almeno sei mesi tra la chiusura di una vecchia pratica e la richiesta di un nuovo aiuto. Da oggi, se si presenta una situazione di reale urgenza, questo vincolo temporale decade: chi ha una pratica ancora aperta o appena conclusa potrà presentare immediatamente una nuova domanda per sanare il danno improvviso.

Novità importanti anche sul fronte della gestione dei tempi dei cantieri. Chi amministra un Consorzio sa quanto sia complesso completare i lavori e presentare tutte le fatture in soli sei mesi, specie se si può lavorare solo in determinate stagioni dell’anno. La Regione ha così deciso di raddoppiare i tempi di rendicontazione, portandoli da sei a dodici mesi a partire dal momento in cui viene concesso il finanziamento. Non solo: in caso di intoppi giustificati, si potrà richiedere una proroga ulteriore fino a un massimo di altri tre mesi. Più tempo, meno ansia da burocrazia e lavori fatti meglio.

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Come fare domanda: sportello aperto e invio digitale

I nuovi criteri azzerano e sostituiscono integralmente il passato. Per accedere a questi fondi, gli enti interessati non dovranno attendere la pubblicazione di un bando a scadenza fissa: la procedura scelta è quella dello “sportello aperto”, il che significa che le domande potranno essere presentate continuamente, man mano che i progetti sono pronti.

I moduli ufficiali saranno scaricabili dal portale web della Regione Autonoma Valle d’Aosta. La modalità di invio rispecchia la necessità di dematerializzare i documenti: i progetti e le domande dovranno essere trasmessi esclusivamente per via telematica, utilizzando la Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo dedicato dell’Assessorato (agricoltura@pec.regione.vda.it). Per qualsiasi dubbio interpretativo o per l’analisi dei dettagli tecnici, gli uffici regionali e il sito internet ufficiale sono a completa disposizione degli amministratori dei consorzi territoriali.

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