Bilancio Valle d'Aosta-Wikipedia-fuorionline
La Regione Valle d’Aosta approva il bilancio triennale 2026-2028: più risorse per sanità, scuola e opere pubbliche. Confermata l’esenzione IRPEF fino a 15mila euro
La Valle d’Aosta guarda al futuro con una programmazione finanziaria ambiziosa e in espansione. Venerdì 14 novembre 2025, la Giunta regionale ha dato il via libera alla manovra di bilancio per il triennio 2026-2028, un documento che traccia la rotta economica della regione autonoma per i prossimi tre anni con un impegno complessivo superiore ai 2 miliardi di euro per il primo anno.
I conti regionali mostrano segnali incoraggianti: le entrate previste per il 2026 raggiungono quota 1.662 milioni di euro, registrando un incremento del 2,16% rispetto alle previsioni del 2025. Un dato che testimonia la solidità finanziaria dell’amministrazione valdostana e la capacità di programmare interventi strutturali nonostante le sfide economiche nazionali. Il bilancio complessivo, che include anche le partite di giro, tocca i 2.016 milioni per il 2026, per poi attestarsi a 1.740 milioni nel 2027 e 1.662 milioni nel 2028.
Quello che emerge dall’analisi dei documenti contabili è una strategia precisa: aumentare gli investimenti senza trascurare i servizi essenziali. La spesa corrente cresce del 3,08%, arrivando a 1.437 milioni di euro, mentre gli investimenti fanno un balzo significativo del 15,8%, raggiungendo i 459 milioni di euro. Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante perché dimostra la volontà dell’amministrazione regionale di puntare su opere pubbliche, infrastrutture e progetti di sviluppo a lungo termine. Il rapporto tra spesa corrente e investimenti si attesta al 74,71%, un miglioramento rispetto all’esercizio precedente che indica una maggiore incidenza della componente investimenti.
L’assessore Mauro Baccega ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, sottolineando come la situazione prospettica del bilancio sia finanziariamente solida. Una dichiarazione che trova conferma nei numeri e nella diversificazione delle risorse destinate ai vari settori regionali. Il presidente Renzo Testolin ha evidenziato la continuità con la programmazione precedente, sottolineando come le priorità individuate dal Consiglio regionale nel programma di legislatura trovino ora concreta traduzione finanziaria.
Un elemento che caratterizza questa manovra è l’attenzione alla sostenibilità e alla resilienza, temi centrali nella programmazione europea e nazionale. Le risorse vengono indirizzate verso obiettivi che guardano al futuro della regione, combinando sviluppo economico, tutela ambientale e coesione sociale. La conferma dell’esenzione dall’addizionale regionale IRPEF per i redditi fino a 15.000 euro rappresenta un segnale importante di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione, alleggerendo il carico fiscale per migliaia di valdostani.
Le priorità settoriali: dalla sanità alle opere pubbliche
Analizzando la distribuzione delle risorse per missioni, emerge chiaramente quali siano le priorità dell’amministrazione regionale. Al primo posto troviamo la sanità, che assorbe il 21% dell’intero bilancio. Si tratta di una scelta strategica che riflette l’importanza del sistema sanitario regionale e la necessità di garantire servizi di qualità ai cittadini. Il trasferimento annuale all’Azienda USL della Valle d’Aosta passa da 339,7 a 345,2 milioni di euro, con particolare attenzione al personale sanitario: 12 milioni sono destinati all’indennità sanitaria temporanea e 5,6 milioni ai miglioramenti economici per il personale in convenzione. Anche gli investimenti sanitari vengono confermati con uno stanziamento di 6,7 milioni all’anno per l’intero triennio.

Il comparto dell’istruzione e del diritto allo studio rappresenta il secondo pilastro della manovra, con il 12,94% delle risorse totali. La spesa corrente per questo settore raggiunge i 215 milioni di euro, con un incremento del 3,9% che permette di coprire adeguatamente le spese per il personale scolastico e i rinnovi contrattuali. Ma è nell’edilizia scolastica che si concentrano alcuni degli interventi più significativi: il recupero dell’ex Priorato Saint-Bénin mobiliterà circa 15 milioni, la ristrutturazione del Manzetti di via Festaz assorbirà 22 milioni, mentre la realizzazione di un nuovo convitto a Verrès richiederà un investimento di 9,5 milioni.
Il terzo settore per importanza è quello delle relazioni con le autonomie territoriali, che raccoglie l’11,34% delle risorse. Insieme, questi tre comparti rappresentano quasi la metà dell’intera manovra finanziaria. I trasferimenti agli enti locali mostrano un’evoluzione interessante: quelli con vincolo di destinazione crescono significativamente da 156 a 186 milioni di euro, mentre i trasferimenti liberi si mantengono stabili a 91,5 milioni.
Le politiche sociali vedono un incremento consistente, con uno stanziamento di 137,5 milioni di euro che segna una crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente. Questa voce comprende anche i fondi per l’invalidità civile e testimonia l’attenzione verso l’equità sociale e il benessere della comunità. Anche il soccorso civile, che include protezione civile, vigili del fuoco ed elisoccorso, vede crescere le proprie risorse da 52,5 a 58,6 milioni di euro.
Il capitolo lavoro mantiene un peso rilevante con il rifinanziamento del Piano di politiche del lavoro per quasi 17,5 milioni nel triennio, mentre agricoltura, turismo, sport e commercio dispongono rispettivamente di 28 e 25,7 milioni di euro. Non mancano gli stanziamenti per i programmi cofinanziati: 12,6 milioni per il FESR 2021-2027, quasi 12 milioni per il FSE+ e 2,5 milioni per la chiusura dei Piani Sviluppo e Coesione.
Lavori Pubblici
Il Programma regionale dei lavori pubblici allegato al bilancio delinea un piano ambizioso di interventi sul territorio. Nella mobilità dolce spiccano i progetti per gli itinerari ciclabili: 7,5 milioni per il tratto in Alta Valle tra Sarre e Aymavilles e 5 milioni per il collegamento tra Montjovet e Issogne in Bassa Valle. Gli impianti sportivi vedono interventi significativi come il consolidamento e l’efficientamento energetico della piscina di Verrès con 5 milioni.
Sul fronte della viabilità, la sicurezza è prioritaria con interventi sui ponti: 4 milioni per il ponte Carré sulla regionale di Rhêmes, 2,5 milioni per Issogne e 2,7 milioni per Pollein. L’ammodernamento delle gallerie di Mellignon, La Clusaz, Rechantez e Devies assorbirà complessivamente 4,5 milioni. Gli edifici regionali non vengono trascurati: 3,3 milioni per la caserma dei vigili del fuoco, 4 milioni per la biblioteca regionale e 2,5 milioni per Palazzo regionale in piazza Deffeyes.
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Particolare attenzione viene riservata alla mitigazione dei rischi idrogeologici, tema cruciale per una regione montana. Oltre 21 milioni sono destinati alla prevenzione delle frane, con interventi strategici come la messa in sicurezza della strada romana delle Gallie e dell’accesso a Bard (4,8 milioni), il centro abitato di Pontboset (4,5 milioni) e Lillaz a Cogne (3 milioni). Per il rischio idraulico sono previsti quasi 3 milioni per la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, più interventi specifici su Baudier a Oyace e Valnontey a Cogne per 4,7 milioni. A questi si aggiungono 12,6 milioni di fondi ministeriali per le opere sul Cervino a Valtournenche e sul Lys a Gressoney-Saint-Jean.
Un capitolo a parte merita la gestione dell’emergenza alluvionale del 2024: dal 2026 partiranno interventi per 6 milioni di euro su vari torrenti nei comuni colpiti, dalla Valnontey al Marmore, dal Lys all’Evançon, utilizzando le risorse della contabilità speciale dedicata. Un impegno concreto che dimostra come la programmazione finanziaria regionale sappia coniugare visione strategica e risposta immediata alle emergenze del territorio.
