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Dagli sportelli per l’inclusione digitale al supercomputer Leonardo, fino alla cybersicurezza: il futuro digitale della Valle d’Aosta è già iniziato
La Valle d’Aosta sta vivendo una vera e propria trasformazione digitale, resa possibile grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e ai contributi europei del FESR. Il primo passo? Garantire che nessuno resti indietro. Per questo sono stati attivati otto punti di facilitazione digitale in tutta la regione, compresi i comuni più piccoli e montani.

Il loro obiettivo è semplice ma ambizioso: aiutare i cittadini – in particolare anziani e persone meno avvezze alla tecnologia – a muoversi nel mondo digitale. Grazie a questi sportelli, oltre 3.200 valdostani hanno già ricevuto supporto per usare strumenti ormai indispensabili come SPID, App IO, Fascicolo Sanitario Elettronico e PagoPA.
Ma non si tratta solo di sportelli fisici. La Regione ha anche messo online una piattaforma con video formativi semplici e diretti su temi come l’identità digitale, la sicurezza online e il phishing. A livello istituzionale, intanto, si lavora per rendere più efficienti i servizi della Pubblica Amministrazione. Tra i progetti più avanzati c’è l’integrazione dei sistemi informativi regionali con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), che permette agli enti pubblici di scambiarsi informazioni senza passaggi inutili. In parole semplici: meno burocrazia, più rapidità. La Valle d’Aosta ha già pubblicato 30 e-service su questa piattaforma, rendendo più veloce e sicuro l’accesso ai dati da parte degli enti pubblici.
AI, sicurezza informatica e dati: così la Regione si prepara al futuro
Tra le novità più importanti c’è il Progetto Bandiera, un programma da 6 milioni di euro pensato per creare un ecosistema digitale integrato. L’obiettivo è concentrare in un unico portale tutti i servizi regionali: un solo sportello online per accedere, consultare, inoltrare pratiche e ricevere risposte. In questo contesto l’Intelligenza Artificiale non è solo una parola di moda, ma uno strumento concreto. Si stanno già sviluppando soluzioni come assistenti virtuali per il personale e chatbot turistici, grazie anche alla collaborazione con partner tecnologici di primo piano, tra cui Google e il consorzio Cineca. Quest’ultimo fornirà il supporto del supercomputer Leonardo, uno dei più potenti d’Europa.

Per gestire al meglio questa mole di dati e garantire sicurezza e trasparenza, la Regione ha avviato il progetto di Data Strategy Regionale. Questo prevede la creazione di un data warehouse rinnovato, un portale dedicato alla governance dei dati e la formazione del personale pubblico per diffondere una vera “cultura del dato”. La sicurezza informatica, in un’epoca segnata da minacce digitali sempre più sofisticate, è una priorità: per questo nasce CSIRT-VDA, il centro di risposta agli incidenti informatici della Regione, in linea con i modelli nazionali.
Grazie a corsi di formazione e un nuovo modello organizzativo, il CSIRT sarà il cuore della resilienza digitale valdostana, proteggendo dati e servizi essenziali da attacchi sempre più aggressivi. In parallelo, il nuovo sito istituzionale VdAWeb, completamente rinnovato e accessibile anche da mobile, migliorerà la comunicazione tra cittadini e amministrazione.
Approfondiamo 30 e-service
I 30 e-service a cui si fa riferimento nel progetto della Valle d’Aosta sono 30 servizi digitali della Pubblica Amministrazione regionale che sono stati resi disponibili attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).
Cosa significa in pratica?
Questi servizi consentono ad altri enti pubblici – come Comuni, ASL, scuole, agenzie – di accedere ai dati detenuti dalla Regione in modo semplice, sicuro e automatico, senza dover fare ogni volta una richiesta formale o stipulare nuovi accordi.
Esempi concreti di questi e-service potrebbero essere: il recupero automatico dei dati anagrafici di un cittadino, la verifica della residenza per un’agevolazione, l’accesso a dati catastali o ambientali per pratiche edilizie o autorizzazioni. Perché sono importanti?
Perché risolvono un problema strutturale: la frammentazione delle banche dati pubbliche. Oggi molte informazioni sono già in possesso delle amministrazioni, ma non vengono condivise in modo efficace. Con questi 30 e-service:
- si evitano duplicazioni (es. un cittadino non deve più consegnare più volte gli stessi documenti),
- si semplificano le pratiche,
- si accelera l’erogazione dei servizi pubblici.
