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Il tycoon sbarca in Scozia e lancia un ultimatum all’Unione Europea: se non si ferma l’immigrazione, l’Europa “sparirà”. Intanto si discute una possibile intesa sulle tariffe doganali entro il 1° agosto.
La relazione commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea è di nuovo al centro del dibattito internazionale. A pochi giorni da una possibile svolta, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che ci sarebbe un “50% di possibilità” di raggiungere un accordo sui dazi doganali con Bruxelles. La trattativa mira a evitare l’introduzione di tariffe punitive sulle importazioni europee, che potrebbero toccare anche i prodotti italiani. L’ipotesi sul tavolo prevede l’applicazione di un’aliquota unica del 15% su alcuni beni, con la possibilità di esenzioni per specifici settori. La scadenza è fissata per il 1° agosto: in caso di mancata intesa, si profila una vera e propria guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico.

A confermare l’apertura a un dialogo è stata anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che incontrerà Trump domenica in Scozia. L’obiettivo è quello di rafforzare i rapporti economici transatlantici, ma anche di contenere gli effetti negativi che una nuova ondata di dazi potrebbe avere sulle economie europee. Secondo un’analisi del Centro Studi Unimpresa, un incremento del 15% dei dazi americani sui beni europei potrebbe generare perdite per oltre 10 miliardi di euro. In questo contesto, l’accordo con l’Europa appare più vicino, mentre si allontana quello con il Canada: per Ottawa, infatti, gli Stati Uniti potrebbero procedere con tariffe unilaterali.
Trump attacca UE su migranti ed eolico: “State rovinando il vostro continente”
Ma il confronto con l’Unione Europea non si limita alle relazioni commerciali. Durante la sua visita in Scozia, dove si trova per un soggiorno privato nel suo resort di lusso, Donald Trump ha criticato duramente la gestione europea dell’immigrazione e delle politiche ambientali. “Fermate l’immigrazione, vi state rovinando da soli”, ha dichiarato, sottolineando come gli Stati Uniti “non abbiano registrato alcun nuovo ingresso” il mese scorso. Il tycoon ha accusato l’Europa di permettere un’“invasione” e ha elogiato la sua amministrazione per aver espulso “molta gente pericolosa entrata sotto Biden”.
Trump non ha risparmiato critiche neanche alle energie rinnovabili, in particolare all’eolico. Secondo l’ex presidente, le pale eoliche starebbero “deturpando il paesaggio europeo e uccidendo gli uccelli”. Ha definito l’espansione dell’eolico una scelta “triste” e ha invitato i leader europei a bloccarne la diffusione, elogiando chi, a suo dire, “resiste in silenzio” a questa politica. La presa di posizione rientra nella strategia comunicativa di Trump, sempre più orientata a presentarsi come il difensore dell’identità nazionale e della sovranità energetica.
In un contesto così teso, l’incontro tra Trump e von der Leyen assume un significato politico particolare. Non si tratta solo di dazi: sul tavolo ci sono due visioni profondamente diverse dell’Occidente, tra chi chiede più chiusura e chi punta su cooperazione e sostenibilità. Per l’Unione Europea, la sfida sarà duplice: contenere la pressione americana e ribadire con fermezza le proprie priorità in tema di diritti, ambiente e commercio.
