Filarmonica Aurora Quincinetto--Foto per gentile concessione della filarmonica Aurora di Quincinetto- fuorionline
Nicole Dalle: “Iniziamo e concludiamo il concerto parlando del futuro, perché il centenario non è solo memoria, ma un ponte verso le nuove generazioni”
Un secolo di musica, di amicizia e di servizio alla comunità. La Filarmonica Aurora di Quincinetto celebra quest’anno i suoi primi cento anni di vita, un traguardo che poche associazioni possono vantare e che testimonia la straordinaria capacità di questa realtà di attraversare le epoche senza perdere il proprio ruolo di riferimento culturale e sociale per il paese.
Fondata il 26 maggio 1926, la banda musicale ha attraversato generazioni, guerre, cambiamenti sociali e trasformazioni culturali senza mai perdere il proprio posto nel cuore del paese. Da un secolo accompagna le feste, le ricorrenze civili e religiose, i momenti di gioia e quelli di raccoglimento, diventando una presenza familiare e indispensabile per tutta la comunità.
«Praticamente non si è mai sciolta», racconta la presidente Nicole Dalle. «A parte gli anni della guerra, tra il 1942 e il 1945, e il periodo del Covid, quando le attività si sono inevitabilmente ridotte, la Filarmonica è sempre rimasta attiva. Ha accompagnato sia i momenti allegri che quelli più tristi del paese e continua a essere una realtà molto presente».
Un grande “100” illumina Quincinetto
Tra le iniziative più suggestive pensate per il centenario c’è la realizzazione di un’enorme installazione raffigurante il numero 100, collocata su una parete rocciosa che domina Quincinetto, in località Parej.
«Resterà acceso per tutto l’anno, per ricordarci questo anniversario così importante. È stato un lavorone e ci sembrava il modo più bello per dare il giusto risalto al centenario». Racconta Dalle. L’opera, costruita interamente dai volontari, rappresenta il simbolo visibile di un secolo di passione e di impegno.
Dal maestro Raimondo Cipriano a oggi
La Filarmonica Aurora nacque per iniziativa di Raimondo Cipriano, che ne fu fondatore e primo direttore: una figura che occupa un posto centrale nella storia dell’associazione
«È stato il primo maestro e l’ha diretta per i primi quarant’anni – ricorda la presidente – Dal punto di vista storico è sicuramente la figura più importante della nostra storia». Dopo di lui si sono succeduti altri direttori, ciascuno dei quali ha lasciato un’impronta personale e contribuito a mantenere viva la tradizione musicale del paese.
Dal 2022 la Filarmonica Aurora è affidata alla maestra Elena Betemps di Fénis, prima donna a dirigere la banda in un secolo di storia.
«Dopo otto maestri uomini, oggi abbiamo la nostra prima maestra donna – spiega Nicole Dalle – rappresenta una novità importante per la nostra associazione». Attualmente la banda conta 42 componenti, con un’età media sorprendentemente bassa rispetto a molte altre formazioni bandistiche.
«Siamo un gruppo molto giovane – osserva la presidente – Abbiamo quattro o cinque musicisti che hanno più di 75 anni, alcuni tra i 50 e i 70 anni, ma tutti gli altri hanno meno di 50 anni». Un dato che testimonia la capacità della Filarmonica Aurora di rinnovarsi e di coinvolgere costantemente nuove generazioni.

Il concerto “Passato, presente e futuro”
Uno dei momenti centrali delle celebrazioni sarà il concerto di sabato 16 maggio alle ore 18:00 nel Salone Conrero di Quincinetto intitolato “Passato, presente e futuro della Filarmonica Aurora”.
«Abbiamo pensato a un concerto che iniziasse e si concludesse parlando del futuro – spiega Dalle – Per questo protagonisti saranno i bambini. In mezzo ripercorreremo il passato, rendendo omaggio agli ex presidenti e agli ex maestri». Durante la serata si ricorderanno i dirigenti e i direttori scomparsi – Giuseppe Gillio, Giuseppe Mangaretto, Evasio Filotto, Aldo Colosso, Pietro Colosso, Federico Mario Zamengo – mentre quelli ancora in vita sono stati invitati a partecipare, quindi Michele Sgobba, Edy Mussatti, Fulvio Bertino, Nadia Treves e Giuseppe Ceretta e, nel caso degli ex maestri Ivano Buat, Ilvio Zoppo, Danilo Franchino, Fabio Porté, Simone Bosonin, anche a dirigere alcuni brani. «Li abbiamo coinvolti direttamente – racconta la presidente – e sarà un concerto molto ricco e carico di emozioni».
Sul palco salirà anche Quattro Quarti, la banda giovanile diretta da Dino Domatti e formata da ragazzi provenienti da Quincinetto, Quassolo, Tavagnasco e Settimo Vittone. «Siamo quattro bande diverse – spiega Dalle – ma gestiamo insieme i corsi musicali e abbiamo un’unica banda giovanile che unisce i nostri paesi». Un esempio virtuoso di collaborazione territoriale che costituisce il principale vivaio per il futuro della Filarmonica.
I bambini al centro del centenario
Per coinvolgere le nuove generazioni, la Filarmonica Aurora ha promosso un articolato progetto didattico nelle scuole primarie di Quincinetto e Tavagnasco.
I musicisti e gli insegnanti hanno incontrato gli alunni per spiegare il significato del centenario, raccontare la storia della banda e mostrare documenti e oggetti del passato.
«Siamo andati nelle scuole per far capire ai bambini cosa significa compiere cento anni», spiega la presidente. «Abbiamo portato strumenti, fotografie e materiali storici. I nostri maestri hanno insegnato ai bambini alcune canzoni che canteranno con noi durante il concerto».
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Un 2026 ricco di appuntamenti
Le celebrazioni del centenario non si esauriscono con il concerto di maggio. Nel mese di giugno la Filarmonica Aurora sarà a Marnaz in Francia per il trentesimo anniversario del gemellaggio con Quincinetto.
Il 19 settembre organizzerà a Quincinetto un grande raduno bandistico, mentre il 17 ottobre parteciperà a Tavagnasco a un importante concerto celebrativo che unirà diversi anniversari del territorio. Un calendario intenso, che conferma il ruolo attivo e dinamico della formazione.
Dietro ogni prova, ogni concerto e ogni progetto speciale c’è il lavoro di decine di volontari. La realizzazione dell’installazione luminosa del “100” ne è l’esempio più evidente, ma non è l’unico. Organizzare una banda significa gestire corsi, strumenti, divise, trasferte e iniziative culturali. Il volontariato è il motore che permette a questa realtà di continuare a esistere. Nel Canavese e nelle vallate alpine, le bande rappresentano un patrimonio culturale di straordinaria importanza. Offrono formazione musicale accessibile, promuovono la socialità e custodiscono un repertorio che unisce tradizione e innovazione.
La Filarmonica Aurora incarna pienamente questo ruolo. In cento anni ha educato centinaia di persone alla disciplina, all’ascolto reciproco e all’arte più bella del mondo: la musica.
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