Digiuno a staffetta per Gaza - Fb@Larry Colliard-fuorionline
Dalla Toscana alla Valle d’Aosta, l’iniziativa del digiuno a staffetta contro il genocidio a Gaza mobilita operatori sanitari e cittadini: il culmine sarà il 28 agosto.
Il digiuno a staffetta per Gaza è approdato anche all’Ospedale Parini: alcuni operatori negli ultimi giorni hanno iniziato a digiunare in orario della pausa pranzo. Si tratta di una forma di mobilitazione collettiva per chiedere la fine del genocidio e della crisi umanitaria in corso nella Striscia. Il movimento, partito il 29 luglio dalla Toscana, ha rapidamente coinvolto operatori sanitari del Lazio, di altre regioni e, più di recente, anche del Piemonte e della Valle d’Aosta. Qui, la risposta è stata immediata: un gruppo WhatsApp creato spontaneamente fra medici, infermieri, tecnici e operatori del Servizio Sanitario ha raggiunto in pochi giorni circa mille iscritti.
“A questi si aggiungono cittadini comuni, associazioni e amministrazioni locali che hanno deciso di sostenere l’iniziativa. È un piccolo gesto per manifestare solidarietà al popolo palestinese che da troppi mesi muore sotto i bombardamenti e a causa della carestia provocata dall’ occupazione militare israeliana.” Commenta Larry Colliard, aderente al digiuno.La mobilitazione non si limita a un gesto individuale: l’obiettivo è creare una rete di adesioni capace di aumentare la pressione politica.
Una mobilitazione che punta a rompere il silenzio e ad arrivare al 28 agosto con una voce unica
La scelta del 28 agosto come data di culmine ha un motivo preciso: in quella giornata è previsto un digiuno collettivo nazionale, con testimonianze simultanee in più città italiane e il coinvolgimento di realtà associative, istituzioni locali e organizzazioni professionali. L’idea è che, in contemporanea, centinaia di persone possano esporsi pubblicamente per dire “no” al genocidio, utilizzando i social come cassa di risonanza.
ù“A Gaza si muore sotto le bombe, di fame e senza cure. Ma si muore anche per il silenzio” recita il messaggio condiviso dal gruppo valdostano. Gli organizzatori auspicano che anche altre categorie professionali si uniscano alla protesta: non solo sanitari, ma insegnanti, studenti, artisti e lavoratori di ogni settore. “E’ una forma di protesta – si legge nel modulo di adesione – ma anche una forma di condivisione.
Dal punto di vista pratico, aderire è semplice: basta scegliere un giorno, comunicare la propria disponibilità tramite il form predisposto, osservare il digiuno nel rispetto delle proprie condizioni di salute e documentare il gesto come richiesto. L’iniziativa, inoltre, è flessibile: chi non può fisicamente essere presente all’esterno della propria sede di lavoro può comunque partecipare postando la foto da casa o da un altro luogo. La regola fondamentale è dare visibilità al messaggio e far circolare l’hashtag #digiunogaza. In attesa del 28 agosto, la staffetta continua: ogni giorno nuove adesioni vengono registrate e nuove foto compaiono sui social, provenienti da ospedali, studi medici, piazze, uffici e case private. La speranza degli organizzatori è che, attraverso questa forma di protesta non violenta, si possa contribuire a far crescere la consapevolezza pubblica e a spingere governi e istituzioni a intervenire per fermare la tragedia in corso.
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