Da Châtillon a Courmayeur, la rassegna diffusa curata da D’Amico connette i maestri dell’arte italiana alla rivoluzione tecnologica e cosmica.
Il paesaggio alpino della Valle d’Aosta si trasforma quest’estate in un laboratorio ermeneutico a cielo aperto, dove la ricerca dell’osservare contemporanea interseca l’astrofisica, la speculazione teologica e l’antropologia dello spazio. Sotto l’egida dell’Assessorato dell’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, prende vita la rassegna espositiva diffusa Sotto il cielo di stelle. Costellazioni di arte, scienze e culture.
Il progetto, orchestrato dalla Struttura patrimonio storico-artistico della Soprintendenza per i beni culturali in sinergia con Moebius edizioni, porta la firma curatoriale di Fortunato D’Amico. Il disegno critico mappa il territorio regionale istituendo una rete di stazioni espositive orbitanti. Ciascuna sede funge da nodo concettuale in cui le opere di protagonisti assoluti dell’arte internazionale – da Michelangelo Pistoletto a Gilberto Zorio, da Grazia Toderi a Mimmo Paladino – dialogano con i saperi di scienziati, filosofi e astronauti, interrogandosi sull’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale sulla percezione dell’universo.

Châtillon e Aosta: tra dinamiche orbitali e stratificazioni temporali
Il percorso d’indagine si apre ufficialmente il 23 luglio (fino al 18 ottobre) nelle sale del Castello Gamba di Châtillon. La sezione Stazione orbitante. Traiettorie espressive del contemporaneo si configura come un atlante dei linguaggi multimediali e plastici attuali. Le ricerche plastiche di Mimmo Paladino, la ieraticità luminosa dei video di Grazia Toderi e le tensioni energetiche tipiche della poetica di Gilberto Zorio ridefiniscono lo spazio geometrico del museo.
Insieme a loro, gli interventi di Marco Nereo Rotelli, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini e Franco Perrotti costruiscono un percorso immersivo focalizzato sui vettori cosmici e sulle alterazioni percettive della luce, indagando lo slittamento della coscienza umana nel momento in cui si relaziona con le nuove frontiere artificiali.
Quasi in contemporanea, il MegaMuseo di Aosta ospita Archeologie del cielo futuro. Paesaggi temporali tra microcosmo e macrocosmo. L’obiettivo curatoriale qui si sposta sulla frizione tra la memoria storica, la materia archeologica e l’energia cosmica intangibile. Il dialogo tra il segno specchiante e sociale di Michelangelo Pistoletto, le narrazioni multimediali di Giuliana Cunéaz e le opere di Toderi, Zorio, Pellegrini e Bonello mette in discussione la stabilità del nostro presente.
L’allestimento propone un’inedita equivalenza formale tra il frammento antico e la vastità del macrocosmo, offrendo chiavi di lettura formali su come le mutazioni antropiche stiano ridisegnando non solo la Terra, ma l’idea stessa di volta celeste.

Courmayeur e la Val Ferret: sorveglianza e geografie celesti
Spostandosi ai piedi del Monte Bianco, l’itinerario assume connotazioni fortemente politiche e filosofiche. Dal 25 luglio al 27 settembre, la Chiesa Valdese di Courmayeur – grazie alla collaborazione con l’amministrazione locale e il consorzio turistico – fa da cornice a Dissuader. Il volo della colomba dall’arca di Noè ai cieli antropizzati, retrospettiva focalizzata sulla produzione di Franco Perrotti.
L’artista e designer analizza la metamorfosi dello spazio aereo, da archetipo di libertà a territorio militarizzato e iper-tecnologico. Attraverso installazioni ambientali che colonizzano sia l’architettura interna sia lo spazio pubblico esterno, Perrotti utilizza la metafora del volo e dei flussi migratori per denunciare i moderni apparati di tracciamento e controllo digitale, offrendo una potente riflessione sul cielo come teatro di tensioni geopolitiche globali.
Poco distante, lo scenario incontaminato della Val Ferret accoglie dal 18 luglio al 27 agosto la sezione Geografie del cosmo contemporaneo. Arte e scienza per immaginare il futuro. Presso Les Maisons de Judith, in collaborazione con l’Associazione Monte Bianco Montagna Sacra, la scena è dominata dal pensiero di Michelangelo Pistoletto. I collezionisti e gli studiosi potranno confrontarsi con pietre miliari della sua estetica concettuale, come l’installazione Terzo Paradiso, Rotazione dei corpi e l’Autoritratto di stelle.
Di straordinario interesse critico è il focus su Spac3, la derivazione visiva del progetto cross-mediale concepito in sinergia con l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) in occasione della missione orbitale VITA che vide protagonista l’astronauta Paolo Nespoli. Un’opera che sigilla l’unione definitiva tra l’atto creativo e la prassi scientifica.

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Saint-Barthélemy: l’estensione scientifica del segno
L’architettura teorica di Sotto il cielo di stelle trova la sua naturale conclusione empirica all’Osservatorio Astronomico Regionale di Lignan, a Saint-Barthélemy. Grazie alla cooperazione con la Fondazione Clément Fillietroz, l’universo smette di essere soltanto rappresentato per essere osservato attraverso la lente della tecnologia d’avanguardia.
Il programma prevede seminari e sessioni notturne in cui storici dell’arte, scienziati e tecnologi analizzeranno l’impatto degli algoritmi predittivi e dell’intelligenza artificiale applicata ai telescopi digitali di ultima generazione. Questo connubio finale dimostra come l’estetica contemporanea non possa più prescindere dagli strumenti ottici e computazionali che ridefiniscono, giorno dopo giorno, i confini del visibile e dell’immaginabile.
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