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Un bacio tra due uomini in un film del 1985 sospeso dall’Irish Museum of Modern Art. Accuse di censura, difesa della libertà artistica e il ritorno in sala: cosa è davvero successo all’IMMA
Un’opera poetica, eterea, che racconta l’amore tra due uomini attraverso i versi immortali di Shakespeare e la voce di Judi Dench. The Angelic Conversation, film sperimentale del regista britannico Derek Jarman del 1985, è finito nel mirino della polemica a Dublino, dopo che il museo che lo stava proiettando, l’Irish Museum of Modern Art (IMMA), ha deciso di sospendere temporaneamente le proiezioni in seguito a una denuncia.

Al centro del caso, un reclamo avanzato da un genitore: secondo quanto riportato dal Sunday Times, l’uomo ha ritenuto “dannoso” per la propria figlia di cinque anni assistere casualmente, passando per il prato del museo, alla scena di un bacio gay tra due adulti sullo schermo esterno “Living Canvas”. Da quel momento, il dibattito si è acceso: censura o semplice precauzione?
L’IMMA ha negato ogni intenzione censoria, parlando di “eccesso di cautela” in attesa di chiarimenti normativi. Il film, classificato PG (parental guidance), era stato trasmesso per dieci dei quattordici giorni previsti e sarebbe stato ripristinato ad agosto. Ma nel frattempo, le accuse di “oscurantismo” hanno trovato spazio nel dibattito pubblico e culturale. “Chi avrebbe mai pensato che The Angelic Conversation, il più tenero dei film di Derek, potesse offendere?”, si è chiesto James Mackay, storico produttore del regista. La domanda, lecita, porta con sé un interrogativo più ampio: in un’Europa che si definisce inclusiva, può ancora un bacio – per quanto cinematografico e contestualizzato – essere considerato un contenuto “da nascondere”?
Arte queer nello spazio pubblico: tra diritti, regole e percezioni
Nel comunicato ufficiale, la direttrice dell’IMMA Annie Fletcher ha espresso “costernazione” per l’idea che il museo potesse voler censurare l’opera di un artista della comunità LGBTQ+, sottolineando che l’istituzione continuerà a promuovere con orgoglio una programmazione inclusiva. L’episodio, tuttavia, ha riacceso la riflessione su quanto sia difficile, ancora oggi, esporre opere queer in spazi pubblici accessibili a ogni tipo di pubblico. Il problema sollevato non era tanto il contenuto in sé, quanto la sua visibilità “non mediata”, in un luogo aperto a famiglie e passanti. È questa la sfida: proteggere la libertà artistica senza scontrarsi con la percezione soggettiva dell’“adeguatezza”.

The Angelic Conversation non è certo un film provocatorio: la sua carica politica sta proprio nella dolcezza con cui rappresenta l’amore omosessuale. Un’opera che l’IMMA ha valorizzato negli anni con mostre e retrospettive, dimostrando un impegno autentico nella promozione dell’arte queer. Tuttavia, la sospensione temporanea, seppur motivata da “verifiche tecniche”, ha scatenato malumori nella comunità LGBTQ+, che teme un ritorno a logiche di marginalizzazione culturale. Dopo l’intervento dell’Irish Film Classification Office e l’ottenimento di un parere tecnico, il museo ha annunciato il ritorno del film nella sua programmazione. Ma il caso solleva una questione centrale: può l’arte LGBTQ+ trovare spazio nei luoghi pubblici senza incorrere in ostacoli normativi e morali?
In fondo, come diceva lo stesso Jarman, “la politica si fa anche con la bellezza”. E forse, oggi più che mai, un bacio delicato tra due ragazzi ha ancora il potere – e il dovere – di far discutere.
