lauree che fanno trovare lavoro - fuorionline
Ingegneria, Medicina e Informatica restano le scelte più vincenti: occupazione sopra il 90% e stipendi sopra la media. Ma ci sono buone sorprese anche tra le triennali.
Chi si laurea oggi ha più possibilità di trovare un lavoro rispetto al passato. A dirlo è l’ultima indagine sul profilo occupazionale dei laureati condotta da AlmaLaurea, che fotografa un panorama in forte miglioramento. Nel 2024, a un anno dalla laurea, il 78,6% dei neolaureati ha trovato un impiego, sia tra chi ha concluso un percorso triennale che tra chi ha completato un biennio magistrale.

Una crescita netta rispetto agli anni precedenti (+4,5% per le triennali, +2,9% per le magistrali), che riguarda non solo il tasso di occupazione ma anche il tempo necessario a trovare lavoro, oggi ridotto in media a meno di due mesi nei settori più dinamici. Tuttavia, non tutte le lauree si equivalgono: esistono corsi di studio che garantiscono un accesso più rapido e redditizio al mercato del lavoro, altri invece che faticano ancora a inserirsi con successo nel tessuto professionale.
Le lauree vincenti: Ingegneria, Informatica e Medicina in vetta
Se l’obiettivo è trovare lavoro in fretta e con uno stipendio soddisfacente, le facoltà che fanno davvero la differenza sono quelle tecnico-scientifiche. Secondo l’analisi AlmaLaurea, i laureati in Ingegneria industriale e dell’informazione raggiungono un tasso di occupazione del 92,6%, seguiti da Informatica e Tecnologie ICT con il 91,2%, e da Medicina e Farmacia con l’87,9%.
Anche i tempi di attesa per il primo impiego sono molto brevi: meno di due mesi per i primi due gruppi, poco più per l’ambito medico. E gli stipendi? Decisamente superiori alla media: si va dai 1.688 euro netti per Medicina ai 1.774 euro per Ingegneria, passando per i 1.746 euro dell’area ICT. Si tratta, però, di dati riferiti ai laureati magistrali: chi sceglie solo il percorso triennale in questi ambiti può guadagnare bene, ma ha meno probabilità di essere assunto (solo il 30,1% in Ingegneria e il 59,5% in Informatica trova lavoro senza la magistrale).
Le lauree triennali che funzionano davvero (e quelle da valutare con attenzione)
Anche senza completare un biennio magistrale, ci sono corsi che offrono buone prospettive. È il caso delle professioni sanitarie, dove una laurea triennale porta a un 81,2% di occupazione, uno stipendio di circa 1.624 euro netti e un ingresso nel mondo del lavoro in meno di due mesi.
Subito dietro, si posiziona il gruppo Giuridico con il 65,8% di occupazione e 1.599 euro di stipendio medio, seguito da Educazione e Formazione, che però soffre per una retribuzione decisamente più bassa (circa 1.086 euro netti).
Chi sceglie di fermarsi alla triennale in ambiti come Letteratura, Comunicazione, Psicologia o Scienze Politiche deve mettere in conto tempi più lunghi per trovare lavoro e stipendi meno competitivi.

Le altre facoltà: Architettura, Economia e Agraria reggono bene
Fuori dal podio delle lauree più redditizie, ci sono comunque settori solidi e stabili. I laureati magistrali in Architettura e Ingegneria civile raggiungono un tasso di occupazione dell’87,1%, con uno stipendio di circa 1.477 euro. Bene anche l’area Economica, con l’85,9% di inserimento e 1.595 euro di retribuzione, e quella Agrario-Forestale, che si attesta a 1.425 euro netti con un tasso di occupazione dell’82,3%.
La laurea oggi è un investimento che può dare ottimi frutti, ma va scelta con attenzione. Le facoltà scientifiche e sanitarie continuano a garantire le migliori opportunità occupazionali ed economiche, ma anche altri percorsi possono rivelarsi vincenti se abbinati a esperienze pratiche e specializzazioni mirate. Il mercato del lavoro premia competenze tecniche, aggiornamento continuo e flessibilità: ingredienti fondamentali per trasformare un titolo di studio in un vero lavoro.
