Ad Aosta il monumento romano celebrerà il 9 maggio con i colori dell’Unione Europea. Ma il contesto internazionale, tra Ucraina e Medio Oriente, rende oggi il significato della ricorrenza più complesso e politico.
La Porta Prætoria si accenderà di blu per celebrare la Giornata dell’Europa. Dall’8 al 15 maggio il monumento simbolo di Aosta sarà illuminato con il colore dell’Unione europea, nel ricordo della dichiarazione pronunciata il 9 maggio 1950 dal ministro francese Robert Schuman, considerata l’atto fondativo del progetto europeo contemporaneo.
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato regionale agli Affari europei, si inserisce nelle celebrazioni dedicate ai valori storici dell’Unione: cooperazione, pace e integrazione tra i popoli europei. Ai piedi della Porta Prætoria sarà inoltre collocato un pannello informativo che ricorderà anche il ruolo dei fondi europei nella valorizzazione del patrimonio culturale valdostano.
Un anniversario che cade in un’Europa attraversata dai conflitti
Ma quest’anno la Giornata dell’Europa arriva in un clima molto diverso rispetto al passato. La guerra in Ucraina continua a segnare profondamente il continente, mentre in Medio Oriente il genocidio nella Striscia di Gaza e le operazioni militari statunitensi e israeliane stanno alimentando proteste e tensioni internazionali. In questo scenario, anche il ruolo dell’Europa viene osservato con crescente attenzione critica.
I dati dell’Eurobarometro: sicurezza e paura al centro
In questo scenario cresce la domanda su quale debba essere oggi il ruolo dell’Unione europea. Un interrogativo che emerge anche dai dati ufficiali diffusi dal Parlamento europeo. Secondo l’ultimo Eurobarometro pubblicato nel febbraio 2026, il 72% dei cittadini europei si dichiara preoccupato per i conflitti in corso vicino ai confini dell’UE, mentre il 67% teme il terrorismo internazionale e il 69% considera la disinformazione una minaccia concreta. Ancora più significativo è il dato politico: l’89% degli intervistati ritiene che gli Stati membri dovrebbero essere più uniti nell’affrontare le crisi globali e il 73% chiede maggiori risorse europee per sicurezza e politica internazionale.
Anche gli italiani mostrano una forte sensibilità sul tema. Secondo il sondaggio, il 67% ritiene che l’UE debba avere un ruolo più incisivo nella protezione dei cittadini, mentre il 52% considera positiva l’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. La pace resta inoltre il principale valore che i cittadini europei chiedono di difendere: la indica oltre la metà degli intervistati.
E oggi cosa pensano i valdostani?
I numeri dell’Eurobarometro fotografano però una situazione precedente all’ulteriore deterioramento degli ultimi mesi. Nel frattempo il quadro internazionale si è irrigidito, il dibattito sul riarmo europeo è diventato centrale e le posizioni dell’Occidente sui conflitti in corso vengono osservate sempre più criticamente da una parte dell’opinione pubblica.
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Non esistono, al momento, rilevazioni specifiche sulla percezione dei valdostani rispetto alla politica estera o alle guerre in Ucraina e Medio Oriente. Ma anche in Valle d’Aosta il tema attraversa il dibattito pubblico, tra chi vede nell’Europa un presidio indispensabile di stabilità e chi invece ne critica il crescente allineamento alle strategie militari occidentali.
Così la luce blu che illuminerà la Porta Prætoria non può rappresentare soltanto un richiamo simbolico all’unità europea. Sarà anche il riflesso di un continente attraversato da paure, tensioni e interrogativi profondi. La Regione intanto alleggerisce il peso del presente, lanciando un’iniziativa fotografica: “Tutti coloro che lo desiderano potranno condividere su Facebook gli scatti realizzati, taggando Europe Direct Vallée d’Aoste (@europedirectvda).”
In una fase storica segnata dai conflitti e dalle nuove divisioni globali, c’è solo una domanda che dovrebbe riguardare tutti, compresa la Valle d’Aosta: quale Europa vogliamo oggi ?
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