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Alla biblioteca comunale prende il via un percorso dedicato ai cittadini di Paesi terzi. In Valle d’Aosta gli stranieri sono oltre 8.500 e rappresentano una presenza stabile e sempre più importante per il territorio.
Imparare una lingua significa molto più che memorizzare parole e regole grammaticali. Vuol dire riuscire a chiedere un’informazione, prenotare una visita medica, parlare con gli insegnanti dei figli, comprendere una lettera dell’amministrazione pubblica o semplicemente scambiare due parole con i vicini di casa. Significa, in altre parole, sentirsi meno soli e più parte di una comunità.
Con questo obiettivo nasce a Pont-Saint-Martin “Parole che uniscono”, un’iniziativa rivolta ai cittadini provenienti da Paesi extraeuropei che desiderano acquisire o rafforzare la conoscenza dell’italiano. Il primo incontro è in programma martedì 19 maggio alle 14.30 nella Biblioteca comunale Monsignor Giuseppe Capra.
L’appuntamento rappresenta l’inizio di un percorso che punta a creare uno spazio aperto e inclusivo, dove l’apprendimento linguistico si intreccia con la costruzione di relazioni e con la conoscenza del territorio.
La lingua come strumento di autonomia
Per chi arriva in Italia, la lingua è il primo vero strumento di indipendenza. Sapere esprimersi in modo chiaro e comprendere ciò che viene detto consente di affrontare con maggiore sicurezza le esigenze quotidiane e di partecipare attivamente alla vita sociale.
Il progetto di Pont-Saint-Martin si fonda proprio su questa idea. Gli incontri saranno impostati in maniera pratica, con esercitazioni basate su situazioni reali: fare acquisti, rivolgersi al medico di famiglia, compilare moduli, chiedere informazioni o utilizzare i servizi pubblici.
Accanto alle attività linguistiche sono previsti laboratori e momenti di incontro, pensati per favorire la socializzazione e il confronto tra persone con esperienze e culture diverse.
Da settembre, inoltre, il percorso entrerà in una fase più strutturata con l’avvio di corsi di lingua italiana veri e propri.
Un luogo di accoglienza e condivisione
La scelta della biblioteca ha un senso. Questo spazio pubblico, già punto di riferimento culturale per il paese, diventa anche un luogo di integrazione e dialogo.
L’atmosfera informale consentirà ai partecipanti di sentirsi accolti e valorizzati, senza timore di commettere errori o di partire da un livello linguistico molto elementare.
L’obiettivo non è soltanto insegnare l’italiano, ma offrire un’occasione concreta per creare legami, condividere esperienze e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità locale.
La collaborazione tra enti e servizi
L’iniziativa è promossa dal Comune e dalla Biblioteca di Pont-Saint-Martin in collaborazione con il PUA, il Punto Unico di Accesso della Valle d’Aosta.
I corsi di italiano rientrano nel progetto “Valle d’Accoglienza 6”, sostenuto dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.
Il programma vede come soggetto capofila la Regione Autonoma Valle d’Aosta e coinvolge diversi partner del territorio, tra cui il Centro Regionale per l’Istruzione degli Adulti, EnAIP Valle d’Aosta, La Sorgente e Progetto Formazione.
Si tratta di una rete articolata che mette insieme istituzioni, scuole e realtà del terzo settore per rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone straniere presenti sul territorio.

Un fenomeno che riguarda migliaia di persone
L’iniziativa assume un significato ancora più rilevante se letta alla luce dei dati demografici diffusi da Istituto Nazionale di Statistica.
Secondo il Censimento permanente della popolazione, al 31 dicembre 2023 in Valle d’Aosta risiedevano 8.568 cittadini stranieri, in aumento di 186 unità rispetto all’anno precedente. Rappresentano il 7% della popolazione regionale, pari a circa una persona su quattordici.
Si tratta di una quota inferiore alla media nazionale, che si attesta all’8,9%, ma comunque significativa per una regione che conta complessivamente 122.877 residenti.
Persone provenienti da 120 Paesi
La popolazione straniera in Valle d’Aosta è estremamente diversificata. Le persone censite provengono da ben 120 Paesi del mondo.
La comunità più numerosa è quella romena, che rappresenta il 26,5% del totale. Seguono i cittadini marocchini con il 17,3% e gli albanesi con l’8,1%. Presenti anche numerose persone provenienti dall’Ucraina, dalla Tunisia, dalla Cina, dalla Repubblica Dominicana, dalla Polonia e dalla Moldova.
Dal punto di vista geografico, oltre la metà degli stranieri residenti arriva dall’Europa (53,1%), mentre il 28,1% proviene dall’Africa, il 9,8% dall’Asia e l’8,9% dalle Americhe.
Questi numeri raccontano una Valle d’Aosta sempre più plurale, nella quale convivono storie, lingue e tradizioni differenti.
Una presenza stabile e radicata
L’aumento della popolazione straniera non è un dato occasionale, ma il segnale di una presenza consolidata.
Nel 2023 il saldo migratorio con l’estero è stato fortemente positivo, con 658 persone in più, compensando anche le 467 acquisizioni di cittadinanza italiana.
Tradotto in termini semplici, molte persone non solo scelgono di trasferirsi in Valle d’Aosta, ma decidono di restarvi nel tempo, costruendo qui il proprio futuro e, in numerosi casi, ottenendo la cittadinanza italiana.
Per questo motivo, investire nell’apprendimento della lingua non significa offrire un servizio temporaneo, ma sostenere un processo di integrazione duraturo.
Una popolazione più giovane della media
Un altro dato importante riguarda l’età: la popolazione straniera è mediamente più giovane rispetto a quella italiana.
In una regione caratterizzata da un forte invecchiamento demografico — l’età media ha raggiunto 47,4 anni e il numero degli over 65 supera di oltre due volte quello dei ragazzi sotto i 15 anni — la presenza di persone straniere contribuisce a riequilibrare almeno in parte la struttura della popolazione.
La Valle d’Aosta, infatti, continua a registrare un calo delle nascite: nel 2023 sono venuti al mondo 718 bambini, il dato più basso mai rilevato in regione.
In questo contesto, la presenza di famiglie giovani e di nuovi residenti rappresenta una risorsa importante per il tessuto sociale ed economico.
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Oltre un terzo vive ad Aosta
Più di un terzo degli stranieri residenti, il 34,7%, si concentra nel comune di Aosta. La presenza è però diffusa in tutto il territorio regionale, con incidenze differenti da comune a comune. Nel capoluogo, gli stranieri rappresentano il 9% della popolazione, mentre nei centri di medie dimensioni la quota è del 6,5%.
Ciò dimostra come l’integrazione non sia una questione che riguarda soltanto le città più grandi, ma coinvolga anche i piccoli e medi comuni della regione.
Le parole per orientarsi nella vita quotidiana
Per chi vive in un nuovo Paese, le difficoltà linguistiche possono diventare un ostacolo concreto. Comprendere una prescrizione medica, leggere un avviso scolastico, presentare una domanda amministrativa o cercare un lavoro richiede una buona padronanza dell’italiano.
“Parole che uniscono” nasce per rispondere a questi bisogni essenziali, offrendo strumenti pratici per affrontare con maggiore serenità le situazioni di ogni giorno. L’iniziativa non si limita dunque all’aspetto didattico, ma punta a favorire autonomia, consapevolezza e partecipazione.
In un’epoca in cui il tema dell’inclusione è sempre più centrale, iniziative come quella di Pont-Saint-Martin mostrano come la costruzione di una comunità accogliente passi anche attraverso gesti concreti e quotidiani. Il primo incontro del 19 maggio rappresenta l’avvio di un percorso che mette al centro le persone e le relazioni.
L’invito è rivolto a tutti i cittadini di Paesi terzi che desiderano migliorare il proprio italiano e trovare uno spazio di confronto e sostegno.
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