Due giornate di storia, memoria, musica e approfondimento per ricordare le vittime del 23 agosto 1944 e riflettere sul valore della pace nel presente.
Sono trascorsi 82 anni da quel 23 agosto 1944 che segnò in maniera indelebile la storia di Pont-Saint-Martin. Nel pieno della Seconda guerra mondiale, il paese della bassa Valle d’Aosta fu colpito da un violento bombardamento aereo alleato destinato a interrompere le vie di comunicazione e a ostacolare i movimenti delle truppe tedesche. L’attacco provocò una strage tra la popolazione civile e devastò una parte consistente dell’abitato. Le fonti storiche riportano cifre differenti sul numero complessivo delle vittime; una delle ricostruzioni più frequentemente citate indica 130 morti, tra cui numerosi bambini.
A distanza di oltre otto decenni, Pont-Saint-Martin torna dunque a fermarsi per ricordare. L’82° anniversario, in programma tra sabato 22 e domenica 23 agosto 2026, non sarà soltanto una commemorazione istituzionale. Il calendario predisposto dall’Amministrazione comunale intreccia infatti ricerca storica, testimonianza, memoria dei luoghi e linguaggi artistici, con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo e trasformarlo in una riflessione sul presente.
Il programma dell’82° anniversario
Il primo appuntamento è fissato per sabato 22 agosto alle 20.45, nella Sala Polivalente dell’Auditorium di via Roveschialles 19. Al centro della serata ci sarà la conferenza “Bombardamenti aerei delle città e vittime civili: oggi e nel passato”, dedicata in particolare alle nuove evidenze sull’attacco che colpì Pont-Saint-Martin il 23 agosto 1944.
A intervenire saranno i ricercatori storici aeronautici Roger Juglair e Fabrizio Dassano, entrambi impegnati da anni nello studio della storia dell’aviazione e degli episodi bellici che hanno interessato l’area alpina.
La conferenza proporrà una lettura più ampia dell’evoluzione della guerra aerea, dagli esordi dell’aviazione militare fino agli scenari contemporanei caratterizzati dall’impiego di droni e missili. Il percorso storico servirà anche a rileggere il caso di Pont-Saint-Martin alla luce di nuove ricostruzioni documentarie, concentrandosi sulle decisioni tattiche che precedettero la missione e sulle conseguenze dell’attacco.
Juglair è autore del volume Ponte San Martino. Martirio di un paese valdostano e ha dedicato una parte importante della propria attività alla ricostruzione delle vicende aeronautiche e militari della Valle d’Aosta. Dassano, ricercatore eporediese, conduce invece studi d’archivio sulla storia militare e dell’aviazione del Novecento, con particolare attenzione al territorio piemontese e valdostano.
L’appuntamento rappresenta quindi uno dei momenti centrali dell’anniversario: non soltanto il racconto di ciò che accadde quel pomeriggio, ma anche un’occasione per approfondire il contesto militare nel quale maturò l’operazione.
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Domenica 23 agosto: la commemorazione e il Museo del Bombardamento
La giornata di domenica 23 agosto entrerà nel vivo alle 14.30, quando sarà possibile visitare la Casa Forte ‘L Castel, in via Castello. L’antica dimora dei Signori di Pont-Saint-Martin ospita oggi il Museo del Bombardamento, uno spazio dedicato alla conservazione della memoria di quella tragica giornata.
Durante l’apertura, prevista fino alle 16.30, sarà inoltre possibile vedere la mostra fotografica dedicata al bombardamento e realizzata attraverso le immagini dello Foto-studio Ardissone. Le fotografie costituiscono una testimonianza preziosa della distruzione subita dal paese e della successiva necessità di ricostruire non soltanto gli edifici, ma anche il tessuto della comunità.
Alle 17.30, al camposanto di Pont-Saint-Martin, si svolgeranno invece la Santa Messa e le commemorazioni ufficiali. In caso di maltempo, la celebrazione sarà trasferita nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo.
L’orario scelto coincide simbolicamente con quello dell’attacco del 1944. Le ricostruzioni storiche collocano infatti il bombardamento intorno alle 17.30. L’obiettivo dell’azione era legato alle infrastrutture e alle vie di comunicazione del paese, ma il bilancio fu tragicamente pagato soprattutto dalla popolazione. Il ponte romano, indicato tra gli obiettivi, sopravvisse all’attacco, mentre Pont-Saint-Martin subì pesanti distruzioni.
La memoria diventa musica
Il programma dell’82° anniversario si concluderà con un appuntamento musicale alle 21, nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo, in via San Lorenzo 8.
Il concerto, per pianoforte e flauto, si intitola “Il Ponte della memoria – Musiche per una cultura di pace”. A esibirsi saranno Elisa Maccarrone, al flauto, e Domenico Clapasson, al pianoforte.
La scelta del titolo richiama uno dei simboli più riconoscibili di Pont-Saint-Martin: il suo antico ponte romano, elemento architettonico che nel corso dei secoli ha rappresentato un collegamento tra territori e persone. In questa prospettiva, la musica diventa il filo ideale tra la memoria della tragedia e una riflessione sulla necessità di costruire dialogo.
Maccarrone, nata ad Aosta nel 1995, ha completato gli studi nei Conservatori di Aosta e Torino con il massimo dei voti e la lode. Ha collaborato con importanti realtà orchestrali piemontesi ed è direttrice della Banda Giovanile di Pont-Saint-Martin, oltre a svolgere attività didattica.
Clapasson, originario di Fontainemore, è pianista, compositore e docente al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia. Nel 2012 ha ricevuto la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica per meriti artistici e ha sviluppato un percorso professionale che comprende musica da camera, composizione e collaborazioni internazionali.
Il concerto nasce per rendere omaggio alle vittime e alla comunità che seppe rialzarsi dopo la distruzione. È anche il momento conclusivo di un programma che guarda al passato senza trasformarlo in una semplice ricorrenza sul calendario.
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Una memoria che parla anche al presente
Il significato dell’82° anniversario va oltre la rievocazione di un episodio della Seconda guerra mondiale. In un tempo nel quale nuovi conflitti continuano a produrre vittime civili, la storia di Pont-Saint-Martin assume un valore ancora attuale.
Ricordare significa conservare le tracce di ciò che è accaduto, ma anche interrogarsi sulle conseguenze della guerra e sulla fragilità delle popolazioni coinvolte. È questa la direzione scelta dal programma 2026: partire dalla ricerca storica, passare attraverso i luoghi della memoria e arrivare alla musica come strumento di dialogo.
A 82 anni da quel pomeriggio di agosto, Pont-Saint-Martin rinnova così il proprio appuntamento con la storia. Non per riaprire una ferita, ma per impedire che il tempo la cancelli e, soprattutto, perché la memoria delle vittime continui a parlare alle generazioni di oggi.
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