Al MegaMuseo di Aosta il punto sul progetto finanziato dal PNC: 6 milioni di euro per ripensare servizi pubblici, dati e accesso digitale alla PA. Tra IA, gemelli digitali e una nuova piattaforma unica per cittadini e imprese
La Pubblica Amministrazione della Valle d’Aosta sta entrando in una fase di trasformazione che punta a cambiare non solo gli strumenti, ma anche il modo in cui cittadini, imprese e istituzioni interagiscono con i servizi pubblici. Il percorso prende forma attorno al cosiddetto Progetto Bandiera, iniziativa conclusa formalmente alla fine del 2025 ma destinata ora a entrare nella sua fase più concreta: quella dell’utilizzo operativo e della diffusione capillare delle nuove soluzioni digitali.
Il punto sullo stato di avanzamento è stato tracciato ad Aosta, al MegaMuseo, martedì 28 aprile 2026, durante un incontro pubblico dedicato ai risultati raggiunti e alle prospettive future. Un appuntamento che ha avuto anche un forte valore simbolico: portare dentro un luogo culturale e accessibile il racconto di una trasformazione tecnologica che riguarda tutta la comunità regionale.
Un investimento da 6 milioni per cambiare il rapporto con la PA
Il progetto si inserisce nel quadro del Piano Nazionale Complementare (PNC) e ha potuto contare su un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro. L’obiettivo non è stato soltanto digitalizzare servizi già esistenti, ma costruire un ecosistema completamente nuovo: una piattaforma unica in grado di raccogliere pratiche, richieste, comunicazioni e documenti in un unico ambiente digitale.
Il cuore dell’intervento è infatti una sorta di “sportello virtuale unico”, pensato per semplificare il rapporto tra utenti e amministrazione pubblica. In prospettiva, cittadini e imprese potranno gestire in un solo spazio digitale pratiche legate a edilizia, ambiente, contributi e altri servizi, senza dover navigare tra portali differenti o sistemi non integrati. Un cambiamento che, nelle intenzioni della Regione, punta a ridurre tempi, passaggi burocratici e frammentazione informativa.
INVA e i grandi partner tecnologici internazionali
La realizzazione dell’intero sistema è stata affidata alla regia tecnica di INVA S.p.a., società informatica in house della Regione, che ha lavorato insieme a una rete di partner tecnologici di livello internazionale. Tra questi figurano IBM, Google, Microsoft, oltre a realtà specializzate come ESRI Italia e Dinova.
Il coinvolgimento di attori globali non è solo un elemento tecnico, ma anche strategico: l’obiettivo è garantire alla Pubblica Amministrazione regionale infrastrutture scalabili, sicure e in linea con gli standard internazionali. Accanto ai partner industriali, un ruolo importante è stato svolto anche dal mondo della ricerca.
In particolare, è stata attivata una collaborazione con Cineca, uno dei principali centri di calcolo scientifico in Italia, che ha messo a disposizione la potenza del supercomputer Leonardo per supportare alcune delle soluzioni più avanzate del progetto.

L’Intelligenza Artificiale entra negli uffici pubblici
Uno degli elementi più innovativi del Progetto Bandiera riguarda l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi amministrativi.
Non si tratta di un utilizzo teorico, ma di applicazioni concrete già sviluppate e testate. Tra queste ci sono sistemi di chatbot in grado di rispondere alle domande degli utenti su servizi specifici e assistenti digitali pensati per supportare il personale interno nella gestione dei documenti e nella redazione di atti amministrativi.
L’obiettivo è quello di migliorare da un lato l’esperienza dei cittadini, dall’altro alleggerire il carico burocratico sugli uffici pubblici, rendendo più rapide alcune attività ripetitive e standardizzate.
L’Intelligenza Artificiale diventa quindi uno strumento di supporto, non di sostituzione, con una funzione di ottimizzazione del lavoro amministrativo.
Una piattaforma unica per cittadini e imprese
Uno dei risultati più rilevanti del progetto è la creazione di una piattaforma digitale unica che raccoglie i servizi regionali. L’idea è quella di superare la logica dei portali separati per singolo servizio o settore e arrivare a un sistema integrato, dove l’utente può accedere con un’unica identità digitale e seguire tutte le proprie pratiche in modo centralizzato.
Secondo la visione della Regione, questo modello consente di ridurre la frammentazione dei servizi, semplificare la navigazione digitale, migliorare la trasparenza delle procedure e garantire un accesso più immediato alle informazioni
In questa direzione, la piattaforma diventa non solo uno strumento tecnologico, ma anche un punto di contatto unico tra amministrazione e cittadini.
Dati pubblici più accessibili con il nuovo Open Data
Un altro pilastro del progetto riguarda la gestione dei dati pubblici.
È stato infatti sviluppato un nuovo portale dedicato agli open data (dati liberamente accessibili, riutilizzabili e ridistribuibili da chiunque n.d.r.), non solo per una trasparenza amministrativa, ma anche di una leva per favorire innovazione e sviluppo economico. Dati aperti e strutturati possono infatti essere utilizzati da imprese, ricercatori e professionisti per sviluppare nuovi servizi, analisi e applicazioni.
Il sistema è stato progettato per essere compatibile con gli standard nazionali, integrandosi con infrastrutture come il portale dati.gov.it, così da garantire coerenza e interoperabilità.
Il territorio digitale: il gemello tridimensionale degli edifici
Tra le innovazioni più avanzate del Progetto Bandiera rientra anche la realizzazione di un sistema di gemello digitale degli edifici. Si tratta di una rappresentazione digitale tridimensionale degli immobili, che integra informazioni catastali, urbanistiche ed energetiche in un unico modello.
Questo strumento consente di migliorare la pianificazione degli interventi pubblici, facilitare le procedure autorizzative, avere una visione più completa del patrimonio edilizio e supportare decisioni più rapide e basate sui dati. In parallelo, è stato potenziato anche il Sistema delle Conoscenze Territoriali (SCT), che raccoglie mappe, immagini satellitari e dati geografici rendendoli più facilmente consultabili da amministrazioni, tecnici e cittadini.
“La montagna, con le sue distanze e la sua frammentazione, ci chiede soluzioni intelligenti, capaci di accorciare i tempi e facilitare l’accesso ai servizi – ha dichiarato il Presidente Renzo Testolin – La digitalizzazione, se ben progettata, permette proprio questo: riduce le barriere e avvicina la Regione alle persone, ovunque esse vivano. Il Progetto Bandiera non è un’unica iniziativa, ma un mosaico di interventi che toccano ambiti diversi. Stiamo lavorando a sistemi informativi più affidabili e integrati, per consentire scelte più rapide e più consapevoli. Stiamo semplificando i procedimenti amministrativi, eliminando passaggi ridondanti e cercando di rendere più lineare l’interazione con cittadini e imprese. Con questo spirito, continuiamo a investire in innovazione, consapevoli che ogni passo in avanti nella digitalizzazione è un passo verso una Regione più accessibile, più efficiente e più vicina ai bisogni reali della nostra comunità.”
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Le prossime fasi: stabilizzazione e formazione
Conclusa la fase di sviluppo, il progetto entra ora in una fase di transizione operativa.
Le attività previste nei prossimi mesi riguarderanno principalmente:
- il consolidamento tecnico delle piattaforme digitali il miglioramento della stabilità e della sicurezza dei sistemi
- l’ottimizzazione dei contenuti informativi
- la semplificazione del linguaggio utilizzato nei portali
- la formazione del personale regionale
Un’attenzione particolare sarà dedicata proprio alla formazione interna, considerata fondamentale per permettere agli uffici di utilizzare pienamente i nuovi strumenti e integrare i nuovi flussi di lavoro. Del resto, oltre all’aspetto tecnico, il Progetto Bandiera rappresenta anche un cambiamento culturale per la Pubblica Amministrazione. La digitalizzazione non viene interpretata solo come introduzione di nuovi strumenti, ma come ripensamento dei processi decisionali e organizzativi.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la macchina amministrativa più integrata, più veloce e più orientata ai bisogni dell’utente finale. Resta ora la fase più delicata: quella in cui la tecnologia deve dimostrare di funzionare nella quotidianità, senza aumentare la complessità ma riducendola davvero.
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